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L'illusione dei numeri e il miraggio del "Campo Largo": il gran sogno della Sinistra
Ogni volta che si avvicina una scadenza elettorale, la macchina dei sondaggi riaccende i motori e la sinistra comincia a sognare a occhi aperti.
L'ultimo rilevamento di Swg per la TV è bastato per far scattare i caroselli della propaganda:
"Il centrosinistra supera il centrodestra!", recitano i titoli trionfali.
Ma basta grattare appena la superficie di questi numeri per capire che si tratta di una gigantesca illusione ottica.
Un castello di carte contabile e politico built su campioni statistici e alchimie matematiche che si reggono solo sulla carta.
La matematica della fantasia: il pallottoliere del "Campo Largo"
I numeri sbandierati parlano di un supposto sorpasso: un centrosinistra ipotetico al 41,6% (o al 44% se vi si sommano a forza i decimali di Matteo Renzi, fino ad arrivare a un fantomatico 47,1% tirando per la giacca anche Carlo Calenda).
Peccato che questo calcolo metta nello stesso pollaio soggetti politici che continuano a farsi la guerra ogni giorno.
Il PD di Elly Schlein e il M5S di Giuseppe Conte cercano di accreditarsi come forza egemone, mentre continuano a contendersi la leadership dell'opposizione.
Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e +Europa spingono verso programmazioni radicali o ricette lontane dalle dinamiche produttive reali.
Italia Viva e Azione vengono regolarmente "disprezzati" ed evitati dal blocco M5S-AVS, con veti incrociati che rendono del tutto impraticabile qualsiasi alleanza di governo reale.
Sommare le percentuali di partiti che non condividono una linea economica, un'idea di sviluppo o una politica estera comune non è politica: è fanta-aritmetica.
È come sommare le pere con le mele per convincersi di avere un cesto pieno.
Il peso del centrodestra reale
Mentre la sinistra fa i conti con la calcolatrice sognando coalizioni impossibili, la realtà del Paese raccontata dai singoli partiti parla chiaro:
Fratelli d'Italia si conferma primo partito al 27,1%.
La coalizione di Centrodestra di governo fissa una quota solida al 40,4%, destinata a salire ulteriormente considerando i movimenti dell'area conservatrice e civica.
Mentre l'opposizione deve mettere insieme cinque o sei sigle litigiose pur di superare la quota di sbarramento psicologica, la maggioranza governa con un perno politico definito.
Tra desideri e realtà
Pare quasi che certi sondaggi vengano concepiti per restituire una fotografia comoda a un elettorato ben preciso, lasciando credere che la vittoria sia dietro l'angolo. La realtà vera, però, non si misura nei salotti televisivi né attraverso somme algebriche di sigle incompatibili.
Matteo Renzi, Carlo Calenda, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein sognano la spallata per le elezioni del 2027.
Ma la matematica elettorale non cancella le divisioni ideologiche, e la speranza di governare un Paese mettendo insieme tutto e il contrario di tutto resterà — c'è da augurarselo per la stabilità dell'Italia — esattamente ciò che è oggi: solo un gran bel sogno.
Giuseppe
Presidente “di Europa Federale”
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